Lo screening del cavo Orale:
Andare dal dentista per alcuni può significare andare a fare delle sedute di igiene periodiche, raddrizzare denti storti e curare eventuali traumi o carie. In realtà l’odontoiatra e l’igienista dentale si occupano della cura dell’intero cavo orale, a partire dalla salute dei tessuti di supporto dei denti come le gengive, il legamento parodontale e l’osso alveolare.
Il parodontologo in particolare, è il dentista che si occupa nello specifico della cura delle malattie che colpiscono le gengive.
In prima visita il/la paziente viene dapprima valutato/a da un punto della salute generale, è fondamentale eseguire un’accurata anamnesi per verificare eventuale terapia farmacologica in corso e la presenza di malattie sistemiche. Tra queste grande importanza riveste il controllo glicemico, i pazienti diabetici infatti sono a maggior rischio di sviluppare malattie parodontali. Sarà quindi necessario assicurarsi che i livelli di glucosio siano ben controllati; questo viene fatto verificando i valori di emoglobina glicata negli ultimi esami del sangue (un parametro che riflette il livello dello zucchero nel sangue negli ultimi 3 mesi circa) oppure con un semplice test alla poltrona dove la glicemia viene rilevata attraverso una piccola goccia di sangue.
Per quanto riguarda la salute dei denti, oltre alla presenza di carie in corso si valuta la suscettibilità individuale allo sviluppo di lesioni cariose future. Questo viene fatto attraverso l’utilizzo di strumenti quali il cariogram che consente di eseguire una valutazione sulla base della dieta del paziente, la quantità di placca batterica presente sui denti, la qualità della saliva, la presenza di carie passate e la probabilità reale di evitare nuove carie. La valutazione permette di mostrare al paziente attraverso un’immagine grafica (tipo diagramma a torta) il rischio di sviluppare nuove carie e come evitarle in futuro rendondolo/la più consapevole e partecipe.
In prima visita viene valutata anche la salute delle gengive. Attraverso l’utilizzo di una sonda parodontale (piccolo strumento millimetrato) per misurare le gengive, si è subito in grado di inquadrare il paziente come soggetto con gengive sane oppure se c’è un sospetto di parodontite bisognerà approfondire l’iter diagnostico.
Durante la prima visita non valutiamo solo la salute dei denti ma anche quella di tutti i tessuti del cavo orale come la lingua, le labbra, la mucosa orale che riveste le guance, il pavimento della bocca e le gengive. Prima ancora di valutare la salute dei denti si effettua uno screening del cavo orale per verificare l’eventuale presenza di lesioni dei tessuti molli. Attraverso un’attenta osservazione e palpazione, ci si accerta dell’assenza di lesioni che possano manifestare segni precancerosi. L’obiettivo dello screening del cavo orale è quello di identificare l’eventuale presenza di lesioni in uno stadio precoce potendone quindi aumentare notevolmente le possibilità di cura. Infatti quando diagnosticate in fase precoce, le lesioni precancerose e quelle maligne possono essere rimosse quando sono ancora piccole con una maggiore probabilità di guarigione.
Le lesioni delle mucose del cavo orale possono presentarsi come tumefazioni persistenti di colore bianco o rossastre che non guariscono oppure come una ferita che fa fatica a rimarginarsi. Questi devono essere considerati campanelli di allarme che ci portano a fare una visita dal dentista perché potrebbe trattarsi di lesioni pre tumorali o tumorali.
Il tumore del cavo orale è infatti relativamente frequente e può colpire la lingua, il palato, le labbra, le mucose, e la faringe. La sede più comune è la lingua, i carcinomi linguali sono circa il 30% di tutti i carcinomi orali.
Alcune abitudini rappresentano fattori di rischio in grado di aumentare la probabilità di andare incontro ad un cancro del cavo orale:
- l’uso di tabacco in qualsiasi tipo attraverso sigarette, sigari, pipe, o masticabile
- la frequente assunzione di alcol
- una storia positiva per il cancro del cavo orale
- una storia di esposizione al sole importante
Il tumore del cavo orale può presentarsi come una macchia bianca o rossa, una ferita che fa fatica a guarire o un gonfiore persistente non necessariamente dolente. Situazioni di questo tipo non devono essere sottovalutate, collaboriamo con patologi orali specialistici che sono in grado di indicarci se la lesione va tenuta monitorata oppure se saranno necessarie ulteriori indagini.
Qualora venga identificata una lesione sospetta potremo consigliare una visita di controllo dopo circa 14 giorni per verificarne la guarigione spontanea oppure potrà essere necessario fare una biopsia ovvero rimuovere il tessuto sospetto per determinare attraverso l’analisi istologica l’eventuale presenza di cellule tumorali. Se necessario potremo altresì inviare il/la paziente ad una specialista che si occupa di patologie del cavo orale.
Quando presenti, le lesioni maligne sono in genere rimosse chirurgicamente con la concomitante eliminazione dei linfonodi circostanti. Nei casi che richiedono un’asportazione molto ampia sono spesso necessarie ricostruzioni ossee o dei tessuti molli. Nella maggior parte dei casi segue una fase di trattamento con radioterapia e chemioterapia.
I trattamenti possono essere piuttosto invasivi, per questo motivo è fondamentale sottoporsi a screening periodici e lavorare sulla prevenzione.
In quest’ottica la terapia di supporto parodontale che prevede sedute di igiene professionale ripetute nel tempo ad intervalli regolari, a seconda della suscettibilità di ogni paziente, presenta non solo il vantaggio di mantenere gengive e denti sani ma permette anche di monitorare la salute dei tessuti molli e intercettare precocemente l’eventuale presenza di lesioni precancerose.






