Implantologia

Gli impianti dentali rappresentano una soluzione duratura e minimamente invasiva per la sostituzione dei denti mancanti. Questi piccoli perni in titanio, inseriti chirurgicamente nell’osso mascellare o mandibolare, ripristinano la struttura radicolare del dente. Grazie alla loro biocompatibilità, gli impianti si integrano con l’osso circostante attraverso un processo chiamato osteointegrazione. Dopo un adeguato periodo di guarigione, gli impianti possono essere protesizzati con corone, ponti o protesi, restituendo così funzionalità ed estetica al sorriso. Questa tecnologia offre risultati duraturi e naturali, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti.

FAQ

La mia amica ha tolto un dente e messo quello nuovo in un giorno, perché io devo aspettare un anno?2025-01-16T16:38:10+01:00

L’implantologia dentale è una branca dell’odontoiatria che è andata incontro a notevoli sviluppi tecnologici nel corso degli ultimi anni. Oggi offre soluzioni avanzate per sostituire i denti mancanti e ripristinare la salute orale. I tempi necessari per queste terapie possono essere relativamente brevi (qualche settimana) oppure durare molti mesi, a volte si inseriscono all’interno di un percorso di cure che può durare anche anni. Non c’è quindi da stupirsi se davanti a una tale variabilità di durata molti pazienti si sentano disorientati e si domandino perché un loro conoscente abbia subito un’estrazione dentaria e messo il dente nuovo immediatamente, mentre a loro siano stati prospettati tempi decisamente molto più lunghi. Questo breve articolo si propone di illustrare i diversi aspetti che influenzano i tempi dell’implantologia dentale, rispondendo anche alle domande più comuni sul concetto di “denti fissi in un giorno.”

La soluzione più conservativa per sostituire un dente mancante è quella di posizionare un impianto dentale. Si tratta di una vite, (generalmente in titanio), che sostituisce la radice del dente perduto, sulla quale, a guarigione ultimata, viene installata la protesi (il dente nuovo). L’impianto si fissa nell’osso attraverso un delicato processo di guarigione chiamato osteointegrazione. Questo ha inizio dal momento in cui viene posizionato l’impianto e si protrae per alcuni mesi. I protocolli tradizionali prevedono tempi di guarigione di circa sei mesi, lo sviluppo di nuove forme implantari e superfici altamente biocompatibili che favoriscono l’osteointegrazione hanno ridotto questi tempi in molti casi a circa 12 settimane.

Carico Immediato:

Il carico immediato è un approccio che permette di connettere la protesi dentale all’impianto nello stesso giorno o nei giorni immediatamente successivi all’inserimento. Questo protocollo è adottato quando l’impianto dentale presenta una stabilità sufficiente e c’è la certezza della sua immobilità durante il processo di guarigione. Tuttavia, questo non è sempre possibile a causa della condizioni di salute orale del paziente e delle variazioni nelle condizioni dell’osso e dei tessuti circostanti.

Fattori Che Influenzano il Carico Immediato:

  • Quantità e qualità dell’Osso: Deve essere presente un’adeguata quantità di osso che consenta di stabilizzare l’impianto. L’osso deve essere sano, denso e privo di infezioni.
  • Condizioni gengivali: La salute delle gengive e dei tessuti molli circostanti è fondamentale. Se è presente infiammazione gengivale questa deve essere messa sotto controllo prima di qualsiasi terapia implantare.
  • Complessità del caso: Situazioni con difetti ossei possono richiedere procedure aggiuntive, quali ad esempio la ricostruzione dell’osso prima del posizionamento di un impianto.
  • Grado di cooperazione e abitudini masticatorie del paziente: Nei casi in cui sia possibile inserire un dente immediatamente, il paziente dovrà fare attenzione a non masticarci sopra almeno nelle fasi iniziali di guarigione. Qualora sussista il dubbio che il paziente non sia in grado di garantire una guarigione senza sollecitazioni masticatorie al nuovo impianto, potrebbe essere più indicato adottare un approccio tradizionale.

Alla luce di queste osservazioni, si evince che non tutte le situazioni cliniche e non tutti i pazienti possono ricevere i denti fissi immediatamente dopo il posizionamento di un impianto dentale. La decisione dipende dalle condizioni di salute generale del paziente, dalla sua salute parodontale (delle gengive e dell’osso) e dalla quantità e qualità di tessuto osseo presente nella zona che riceverà il nuovo dente.

In conclusione, i tempi dell’implantologia dentale sono soggetti a molteplici variabili. I notevoli progressi nel campo dell’implantologia dentale permettono oggi di eseguire interventi minimamente invasivi e in alcuni casi sostituire i denti mancanti andando a posizionare impianti dentali che supportano un nuovo dente immediatamente. Questo è fonte di grande soddisfazione per il clinico e soprattutto per i pazienti che sono in grado di ripristinare l’estetica in tempi ridotti. Affinché questo si verifichi devono sussistere una serie di condizioni che garantiscano la riuscita della terapia nel migliore dei modi e senza correre rischi. Alcune situazioni cliniche rendono impossibile l’installazione di un nuovo dente immediatamente o addirittura richiedono di attendere molto tempo prima del posizionamento dell’impianto perché bisognerà prima mettere sotto controllo la malattia parodontale per garantire risultati duraturi.

Gli impianti dentali non sono tutti uguali2024-11-18T14:44:51+01:00

Un dente perso per carie, trauma o malattie gengivali può essere sostituito con una protesi rimovibile oppure con una protesi fissa. La soluzione d’elezione, quella meno invasiva, per rimettere un dente fisso, è costituita dal posizionamento di un impianto dentale. In questo modo infatti si può sostituire il dente mancante con un’estetica e un aspetto simili a quelli del dente naturale senza andare a toccare i denti adiacenti, cosa che invece è necessario fare nel caso si opti per un ponte tradizionale.

Tecnicamente, con il termine “impianto dentale” si indica la radice dentale artificiale che viene posizionata nell’osso mascellare o mandibolare per sostenere un nuovo dente protesico o un ponte. Tuttavia, molto spesso quando le persone non addette ai lavori parlano di “impianto”, si riferiscono alla combinazione dell’impianto propriamente detto (la radice artificiale) e della corona protesica (il nuovo dente).

Esistono diversi tipi di impianti dentali, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza:

Innanzitutto è bene distinguere due tipologie principali:

  1. Endo ossei (impianti nell’osso): gli impianti dentali più comuni. Possono avere varie forme: cilindrici, conici, o a lama. Vengono posizionati chirurgicamente all’interno dell’osso. Attraverso un processo di guarigione chiamato osteointegrazione nel corso di alcune settimane l’osso adiacente si “fissa all’impianto” ed è così pronto a sorreggere i carichi masticatori del nuovo dente. Ogni impianto sorregge uno o più denti protesici.
  2. Sub periostali (impianti sopra l’osso): questo tipo di impianti vengono posizionati sotto alla gengiva ma al di sopra dell’osso (non al suo interno) con un scheletro metallico che ha delle porzioni che fuoriescono dalla gengiva per consentire il posizionamento del nuovo dente o della nuova protesi fissa. Gli impianti sub periostali vengono utilizzati nei pazienti che non sono in grado di indossare protesi convenzionali e non hanno una quantità d’osso sufficiente per un impianto endo osseo.

Gli impianti più comunemente utilizzati sono quelli di tipo endo osseo in quanto sono quelli supportati da un’evidenza scientifica più solida e per questo motivo sono l’unico tipo di impianto che utilizziamo presso Anestident Odontoiatria Specialistica.

Un nuovo dente su impianto è costituito da tre componenti: l’impianto propriamente detto (la vite nell’osso), il moncone o abutment (un pilastro, generalmente metallico, connesso all’impianto che lo mette in comunicazione con l’ambiente orale attraversando la gengiva) e la corona (il dente protesico che ripristina funzione ed estetica).

Gli impianti differiscono tra loro per anatomia macroscopica (la forma della vite), microscopica (la ruvidità della superficie), dimensione (esistono differenti lunghezze e diametri), la forma della connessione tra impianto e moncone e il materiale di cui sono fatti. La maggior parte sono in titanio o in leghe di titanio e zirconio ma esistono anche impianti in ceramica.

Esistono sul mercato italiano decine di aziende che producono impianti dentali e centinaia di tipologie differenti di impianti. Se per un paziente un impianto può essere equivalente ad un altro, in realtà esistono delle differenze importanti anche dal punto di vista della qualità della ricerca scientifica alla spalle del prodotto.

Esistono impianti supportati da ricerca scientifica di ottima qualità ed altri che sebbene legalmente disponibili in commercio non possiedono le stesse solide ricerche alle spalle.

In tal senso sono interessanti i dati raccolti in uno studio dell’Università di Gotheborg di qualche anno fa (Derks 2015) nel quale analizzando quasi 600 pazienti con impianti dentali si notava che il rischio che gli impianti andassero incontro a malattia nel tempo era correlato anche alla presenza di malattie parodontali, al numero degli impianti posizionati, al fatto che fossero stati realizzati da un dentista generico o da uno specialista ed infine anche dalla marca.

È per questo motivo, che sulla base delle conoscenze scientifiche, selezioniamo l’impianto più adatto al singolo paziente in base alla specifica situazione clinica e utilizziamo solo impianti che rispondono ai più alti standard qualitativi e supportati da studi scientifici validati e di altissimo livello.

Cosa chiedere al tuo dentista prima di ricevere un impianto dentale2024-11-25T09:49:14+01:00

La perdita di un dente per trauma, carie o eccessiva mobilità costituisce un evento spiacevole che ci pone davanti al dilemma di come sostituire l’elemento perso. Da diversi anni ormai, non siamo più costretti a limare i due denti adiacenti per ricevere un ponte; gli impianti dentali infatti costituiscono oggi la soluzione d’elezione, meno invasiva, per ripristinare in maniera predicibile ed efficace la funzione e l’estetica di un dente andato perduto.

Un paziente candidato a ricevere un impianto dentale si rivolge alla nostra attenzione spesso con una serie di dubbi e incertezze. Ci si domanda tra le altre cose, quale sarà la durata dell’intervento, se sarà doloroso, se verranno utilizzati dei punti di sutura, se potrà essere messo immediatamente un dente fisso o se ci sia un rischio di “rigetto”.

La maggiore fruibilità delle informazioni ha contribuito, anche in campo odontoiatrico, da un lato a rendere la popolazione più consapevole delle opzioni terapeutiche, dall’altro rischia di creare ancora più confusione, soprattutto laddove non si sia in grado di distinguere l’autorevolezza delle fonti. Ci si può trovare a dover ragionare con termini poco comprensibili ai non addetti ai lavori come “carico immediato”, “all on four”, “chirurgia guidata”, “impianti flapless”, “rigenerazione ossea”.

In realtà quando si perde un dente ci si dovrebbe soffermare sulle cause che hanno portato alla perdita dell’elemento e su quali siano i pro e i contro nel lungo termine oltre a quelli nell’immediato. Talvolta esiste la concezione che la sostituzione di un dente andato perduto con un impianto dentale sia una soluzione per la vita, tuttavia anche gli impianti proprio come i denti naturali possono ammalarsi nel corso del tempo. È per questo che è molto importante che ogni paziente con impianti venga poi inserito all’interno di un percorso di terapia di mantenimento.

Gli impianti dentali hanno percentuali di successo molto elevate, recenti studi mostrano che l’osteointegrazione, il processo con cui un impianto “si fissa” nell’osso, avviene senza complicanze in oltre il 95% dei casi. Ci sono però fattori come la parodontite non trattata, la scarsa igiene orale, il diabete non controllato o il fumo, che sappiamo influenzare negativamente la salute delle gengive sia intorno ai denti che intorno agli impianti.

Per questo motivo è importante valutare lo stato di salute generale, la salute del cavo orale, delle gengive, il volume osseo (attraverso radiografie bi o tri dimensionali) determinando di conseguenza i tempi e i modi più appropriati per la riabilitazione di ciascun paziente. Non esiste una soluzione che vada bene per tutti, in alcuni casi, per alcuni pazienti, sarà possibile inserire un impianto dentale con un dente fisso lo stesso giorno dell’estrazione, in altri, in pazienti con parodontite o con limitata disponibilità di osso potrebbe essere necessario differire il posizionamento di impianti solo dopo avere curato la parodontite o rigenerato l’osso con terapie che possono durare anche diversi mesi.

Sostituire un dente mancante con un impianto dentale è un processo altamente predicibile che deve però essere vissuto come uno step del percorso di cura della salute del proprio cavo orale e quindi del proprio corpo e non può essere inteso come l’acquisto di un bene al pari di un’automobile o di un nuovo smartphone.

Per riottenere e mantenere negli anni un sorriso sano, la sostituzione di un dente con un nuovo dente su impianto si deve inserire all’interno di un percorso di cura che ha inizio con la prima visita e prosegue ben oltre il posizionamento del nuovo dente, attraverso la terapia di mantenimento e la prevenzione.

Qual’è il processo per fare un impianto dentale?2024-11-25T09:52:56+01:00

Ad Anestident Odontoiatria Specialistica l’implantologia è eseguita da odontoiatri altamente qualificati che hanno completato percorsi di formazione avanzata. La tempistica per il posizionamento degli impianti dentali varia in base a diversi fattori, tra cui la necessità di procedure preparatorie e il numero di denti da sostituire. Di seguito sono illustrate le tipiche fasi del percorso di cura:

Valutazione iniziale

Durante la prima consultazione, si effettua un esame dettagliato dei denti, delle gengive e dell’osso mascellare, avvalendosi delle più recenti tecnologie come scanner intraorale 3D e della radiografia tridimensionale CBCT. Questa valutazione consente di stabilire se sono necessarie procedure preliminari, come estrazioni dentali, e di creare un piano di trattamento personalizzato. La CBCT facilita anche la pianificazione della chirurgia guidata, garantendo un inserimento degli impianti preciso e sicuro. Forniremo spiegazioni dettagliate sulla procedura e risponderemo a qualsiasi domanda.

Procedure Preparatorie

Per i pazienti che necessitano di interventi preparatori, verrà programmata una visita di controllo. Durante questa fase, eseguiremo eventuali estrazioni dentali e innesti ossei se necessari. La guarigione post-estrazione richiede generalmente due o tre settimane. Se è necessario un innesto osseo, il recupero può richiedere da tre a sei mesi.

Intervento di Posizionamento Implantare

La fase di posizionamento degli impianti è completamente indolore perché eseguita sotto anestesia locale (lo stesso anestetico usato per un’otturazione o per una terapia canalare) e ha una durata variabile in base al numero di impianti da posizionare, che può andare da poco più di mezz’ora a circa 3 o 4 ore.

Osseointegrazione

Dopo l’intervento, gli impianti iniziano un processo di integrazione con l’osso mascellare, noto come osteointegrazione. Questa fase, cruciale per il successo del trattamento, dura solitamente dai due ai sei mesi. Durante questo periodo, monitoreremo i progressi attraverso visite di controllo per garantire l’assenza di complicazioni. In alcune situazioni, è possibile eseguire anche un carico immediato, che consente di posizionare la corona o la protesi provvisoria nello stesso giorno dell’intervento.

Posizionamento del Restauro

Al termine del processo di osteointegrazione, procederemo a prendere le impronte digitali del sorriso, che saranno utilizzate dal laboratorio odontotecnico per realizzare il restauro personalizzato. Una volta completata la corona, il ponte o la protesi implantare, fisseremo il restauro e ne verificheremo il corretto adattamento. A questo punto sarai nuovamente in grado di masticare e sorridere comodamente avendo ripristinato un sorriso funzionale ed esteticamente gradevole.

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